Un sindaco non è il capogruppo della sua maggioranza o il segretario di un partito, ai quali, in via astratta e ipotetica, potrebbero essere consentiti certi toni e certe espressioni denigratorie. Un sindaco è, e deve essere, il sindaco di tutti: di chi lo adula sperticatamente, come qualche caudatario sempre chino alla corte di turno, e di chi lo critica aspramente.Ma dovrebbe farlo con i fatti e con le azioni concrete. Non con la denigrazione triste e squallida di chi lo critica. E poi, in assenza di una minoranza nel civico consesso, è proprio la critica che dovrebbe fungere da sprone per migliorare l’azione amministrativa e il governo del territorio. A meno che il nostro non ritenga che tutto vada bene, come direbbe madama la marchesa. E cos'è, cosa non è, sta sotto gli occhi di tutti, anche di chi critica.
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