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"Forse qualcosa di antico è rimasto alla Mandra."


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Sentite un po’ cosa mi è successo.  Ieri mattina sono andata presto al mare della Mandra. C’era già un po’ di gente. Quando sono arrivata, poco prima delle 8:00, diverse persone già andavano via. Ho trovato ristoro in acqua, passeggiando tra persone della mia età e facendo ben attenzione a scansare le pietre che da un po’ di anni occupano quello che un tempo  era un meraviglioso fondale. 

La Mandra è cambiata, scrivevo l’altro ieri. Sono cambiati i tempi, siamo cambiati noi. Ma forse qualcosa di antico è rimasto. 

Quando dopo il bagno e una breve asciugatura, mi sono rivestita per andar via, vedo una persona sorridente venirmi incontro. Anche lei aveva appena fatto il bagno e stava tornando a casa sua, lì nei pressi. È una residente della Mandra. Sorridendo mi ha detto: “VI volete sciacquare i piedi? Venite, venite .. qua ho la pompa dell’acqua … alzate i piedi, vi aiuto io”. 
Ringrazio di vero cuore e approfitto. Ma voi vivete qua? Le chiedo impertinente. “Sì, vivo qua, E adesso non ci possiamo lamentare “ risponde anticipando la domanda. E prosegue: “Quest’anno ci siamo fatti sentire. Nel pomeriggio c’erano biciclette e motorini, ragazzi che giocavano a pallone rischiando di far male a qualcuno. Una volta si poteva giocare, perché la spiaggia era più grande. Ora bisogna stare attenti. Ma per fortuna ci sono stati controlli. Ora va meglio.”  

Saluto e ringrazio la signora. 
Poco dopo passo davanti al Bagno Maria. Giuseppina e Tonia sono al lavoro: “Jamme, pijateve ‘u café”.  Sono sempre così gentili. Ma sono costretta a rifiutare. La giornata è ancora lunga, rischio di prendere troppi caffè. 
Torno a casa confortata. Quell’antico senso di ospitalità esiste ancora. 

Stamattina non sono andata ala mare. Troppo caldo. E penso a tutte quelle persone che con questo caldo lavorano sodo. 

Buon caffè "