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"GLI ANGELI DI TRENITALIA E UNA GENERAZIONE DI GIOVANI CHE PUO’ RENDERE PIU’ UMANO IL NOSTRO PAESE" ".
"Sono a Roma e da Trastevere devo raggiungere la stazione Termini. Il tempo di arrivare e il treno sta partendo. Devo salire altrimenti rischio seriamente di perdere la coincidenza con un altro treno per cui devo ancora fare il biglietto. Con uno “scatto” (tutto da ridere e per dire, visto la stazza) salgo su sprovvisto del biglietto e mi metto in cerca del controllore. Ne trovo tre, tutti giovanissimi. Due ragazzoni che somigliavano ai miei figli ed una ragazza. Gli dico che vorrei fare il biglietto e con estrema gentilezza mi invitano a recarmi due carrozze più avanti per parlare col capotreno. Strada facendo trovo un’altra ragazza giovanissima che mai avrei pensato fosse il capotreno. Stava parlando con dei signori quando mi chiede cosa volessi. Le spiego che voglio fare il biglietto e mi invita a sedermi: “Si, sono il capotreno, si sieda che passo tra qualche minuto, non si preoccupi”. Intanto arriviamo a Termini e prima di scendere le dico che l’avevo attesa invano. Mi stende la mano e col sorriso sulle labbra mi dice: “Non si preoccupi, l’ho vista correre e saltare sul treno disperato. Può andare…” Mi avvio verso l’uscita e dopo poco lo stesso capotreno mi affianca col suo trolley. “Signore – mi fa rivolgendosi a me con estrema gentilezza – non le ho fatto il biglietto perché avrei dovuto farle pagare il costo dell’intera corsa, 50 euro, e non mi sembrava proprio il caso anche perché l’ho vista correre affannato e saltare sul treno per cercare di non perderlo”. Le sorrido, le stringo la mano e la ringrazio di vero cuore. “So che come tutti i lavoratori italiani siete gentili e disponibili – le dico -, ma sinceramente tanta umanità mi sorprende e spero vivamente che la vostra generazione di ragazzi perbene riesca almeno a rendere più umano questo Paese ormai da tempo in balia di violenze e cattiverie”. Ma non finisce qui. Mi avvicino ad una biglietteria automatica e nemmeno il tempo di guardare lo schermo e comprendere come funzionasse, che un’altra ragazza in servizio alla stazione mi chiede se può essermi di aiuto. Le dico destinazione ed orario e in un minuto mi stampa il biglietto. Anche in questo caso una gentilezza ed una disponibilità disarmanti. Bravi ragazzi!"