Nei giorni scorsi è venuto a mancare Aniello Verde - giornalista Rai.
Per anni ha lavorato all’estero per diventare poi, e per anni, il conduttore del giornale radio della mezzanotte. Con un pizzico di campanilismo ero contento, ed anche un poco orgoglioso, di ascoltare la sua voce che mi accompagnava al sonno. Ma Aniello era anche molto altro: mi piace ricordarlo come calciatore, di cui ho le fotografie.
Insieme ad altri tre giovani calciatori - Gaetano Capuano, Tonino Mattera, Calise Antonio detto Bancarè- rappresentava le giovani generazioni che subentravano ai mitici Masidò-Manna e Danilo-Armidoro.
C’è poi una parte culturale della sua vita. Insieme a giovani emergenti come l’avvocato Nino D’Ambra, il pittore Gino Coppa, l’attore Gennaro Zivelli, frequentava il Bar Internazionale di Maria Senese, che fu un autentico cenacolo, arricchito dalle presenze prestigiose del poeta Auden, del musicista Henze, dello scrittore Truman Capote, il musicista William Walton, il pittore Edoardo Bargheer.
Aniello Verde: una bella persona che ha speso bene i suoi talenti ed ha illustrato il paese natio: Forio.
La terra gli sia lieve.
Franco Iacono