Viviamo un'epoca di mitomani, caccia alle streghe e di Batman (Corona) e Catwoman (Lucarelli) che come giornalisti o pseudo fanno inchieste, seguono piste, giudicano, condannano. Nell'occhio del mirino della Lucarelli c'è andato Brunello Cucinelli, da poco scivolato sul banana gossip del funerale di Valentino: la sua credibilità era salita ancora di più visto il docufilm sulla sua arte Il Visionario, ma la giornalista vedendo le crepe decide di attaccare la sua immagine da illuminato. Il fenomeno di trattare male i dipendenti succede in tutte le aziende, girano video e si raccontano aneddoti sulla maniacalità di Valentino, Armani, Versace nel trattamento di dipendenti, assistenti, personale, modelle. Nelle mie esperienze lavorative potrei parlare a iosa di colleghi, titolari e delle esperienze. Ma questo tentativo della Lucarelli di sporcare l'immagine di Brunello racconta molto più di lei che dello stilista da numeri da capogiro in un momento veramente tragico per il made in Italy, invece che tessere lodi per il suo umanesimo nel ricostruire un borgo e investire in opere di restauro. Il Re del cashmere è un uomo con un sogno che ha fatto sistema in Italia, ha creato un'azienda da zero e non ha preso un percorso ascetico, non vuole essere Santo. Avrà i suoi vizi e le sue pecche, ma la volontà della Lucarelli di distruggere descrive la sua natura."