Mettere insieme sacro e profano, in certi ambienti, è ancora considerato una colpa. Qui invece è una scelta consapevole, quasi un manifesto. Le immagini circolate nelle ultime ore parlano da sole e raccontano molto più di una semplice coreografia: striscioni, fumogeni rossi, frasi nette, volutamente provocatorie. È il linguaggio del tifo, ma anche quello di una parte di città che usa l’ironia come forma di racconto e di presa di posizione.