È stato l’allenatore di un Napoli che sfiorò lo scudetto nel 1980-81, quello della beffa interna contro il Perugia ultimo in classifica con l’autogol di Ferrario. Quello che si salvò all’ultima giornata nell’83-84, in un campionato sofferto, duro; un’epoca diversa. Ha allenato il primo straniero azzurro dopo la riapertura delle frontiere, Rudy Krol. E poi, nella stagione 1984-85, ha avuto il compito non semplice di allenare il più forte di tutti, Diego Armando Maradona, al suo primo anno in azzurro. Un ponte tra due ere: quella romantica, fatta di sofferenza e identità, e quella vincente che sarebbe esplosa tra la fine degli anni Ottanta e i Novanta. Rino Marchesi diede il suo contributo con stile e misura. Persona perbene, pacato, mai sopra le righe. Uomo di un calcio che non c’è più. Riposa in pace.