
«Questa pietra giace informe al pavimento», dice Nicola, «io ci vedo dentro ciò che potrebbe essere e nella mia mente l'ho già scolpita. Quando traggo fuori dalla pietra la mia forma, io eseguo solo la mia immaginazione».
I soggetti di Nicola sono cristiani, mitologici e ischitani. Gli appartiene il Bacco vivente che si copre, come Adamo dopo la mela, con una foglia di fico, gli appartiene la ragazza di Cavagrado, un busto gentile di donna scavato dai rivoli di mille anni di forza di vento.
È di Nicola, ancora, una madre di legno che regge con forza il figlio davanti al suo viso, e il Cristo disceso dalla croce, il viso a forma di goccia che pensa poggiato sulla mano.