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"UN' ISOLA CHE HA PAURA ….. "

"Vox populi ...... “ Forio è l'esempio da seguire”. “ Lì sì che sanno fare turismo: movida a gogò, feste, spettacoli “.” Mica un paese per vecchi” . Viva Forio ! 🎉
Poi fai uno, dico "un " evento danzante a Ischia Ponte, ed è subito polemica. 😱
La mentalità isolana, lontana anni luce dal concetto di turismo, ci sta seppellendo.
E attenzione, non sono un tifoso di questi eventi buttati lì a caso, boom boom boom, tutt'altro . 
Sembra che l'unica cosa che questa terra riesca a partorire siano eventi  musicali che, da soli, però non seminano niente . Manca il direttore d'orchestra, siamo alle solite . Uno che dia un senso a questa banda di solisti dove ognuno suona per conto suo.
È chiaro e lampante che certe location non sono adatte per la musica elettronica stile boom boom.
Ma lamentarsi per una sola serata di musica rumorosa, invece che per la mancanza cronica di una visione d'insieme… fa cadere le braccia.
Ischia Ponte. Quella che dovrebbe essere la nostra cartolina….
La sogniamo tutti con un pianoforte bianco sulla banchina davanti al castello, una voce soul morbida e sinuosa, i bar che servono cocktail ghiacciati, un mandolino d'altri tempi, turisti eleganti col Rolex al polso, le albe con gruppi yoga in tutto il piazzale, una piccola orchestra d'archi a sottolineare lo spettacolo .
Ma siamo a Ischia. E quel poco di folklore che avevamo, l'abbiamo pure distrutto.
Si decida un'estetica per il borgo: i colori dei muri, qualche brutto orpello da nascondere. Si riempiano le stradine di fiaccole elettriche . Un menestrello, un mangiafuoco, un giocoliere. Un mandolino che va avanti e indietro . Uno sparo di cannone ( a salve ….) dal castello al cala del sole , la ndrezzata nel piazzale, come appuntamento fisso. Cose semplici, che creino quella magia che il piazzale si merita.
Ma se un paio di volte a stagione si fa rumore fino a tardi , mettetevi i tappi, oppure affacciatevi al balcone e ballate. Perché il turismo è divertimento. Perché un'isola che ha paura del rumore è già un'isola che ha smesso di vivere. E chi smette di vivere, i figli non se li tiene a casa : li saluta al porto da emigranti "