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Parla con la voce segnata dalla tensione, visibilmente provato, davanti alle telecamere de “Lo Stato delle Cose” di Massimo Giletti, su Rai 3. Guido Oppido, il chirurgo incaricato dell’intervento finito al centro della polemica, affida alle parole la sua difesa. Ma soprattutto affida alle parole il suo dolore. Non è una dichiarazione preparata. È uno sfogo. «Ho buttato 11 anni della mia vita per operare i bambini qui in Campania. Tremila ne ho operati. Tremila.» Lo ripete due volte. Tremila. Come a voler dare un peso concreto a quel numero. Come a dire: non sono solo cifre. Sono volti. Sono madri e padri in attesa fuori da una sala operatoria. Sono mani strette, lacrime, speranze affidate a un’équipe medica. Undici anni. Undici anni di reperibilità, notti insonni, responsabilità che non si possono spiegare a chi non ha mai indossato un camice in una cardiochirurgia pediatrica. Undici anni passati in una terra complessa come la Campania, dove troppo spesso si è costretti ad andare via per curarsi altrove. Lui dice di aver scelto di restare. Di costruire. Di operare.


  • Data:25-02-2026 07:54 - 25-02-2026 07:55
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