Silke aveva 44 anni. Tedesca. Senza casa, senza famiglia, senza nessuno. Dormiva in un casolare abbandonato davanti a due scuole, a duecento metri dal Comune. Come tanti. Come troppi, in questo paese. Quando hanno ritrovato la poverina, l'unico essere vivente accanto a lei era il suo cane. Le faceva la guardia. FACEVA DA GUARDIA AL SUO CORPO SENZA TESTA. Lo Stato non l'ha protetta. Il cane ci ha provato. E indovinate un po' chi è stato fermato per il suo omicidio? Una distinta professoressa delle medie? Un gentile cassiere della Coop con il permesso di soggiorno? Una studentessa di Sociologia? No. Un uomo che lo Stato conosceva benissimo. Issam, 30 anni, irregolare in Italia. Precedenti per violenza e spaccio. Problemi psichiatrici noti. E sai qual era la soluzione dello Stato a tutto questo? Un obbligo di firma. Andava in caserma, firmava un foglio, e tornava a dormire nello stesso casolare di Silke con un machete e un pitbull. Firma qui, grazie, ci vediamo settimana prossima. Se non ammazzi nessuno nel frattempo. Il giorno prima dell'omicidio aveva aizzato il pitbull contro una pensionata nel parco dei bambini. Risposta dello Stato: TSO, trattamento sanitario obbligatorio. Lo prendono, lo sedano, lo parcheggiano in ospedale. Bene, finalmente. Ventiquattr'ore dopo era fuori. E Silke non aveva più la testa. E adesso arriva la frase magica, quella che arriva sempre: "Aveva problemi psichici." Ah bene. Grazie. Adesso che Silke è morta lo sappiamo tutti.